Santoreggia
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 3,50

Pianta erbacea perenne, è molto facile da coltivare, resiste bene al freddo e d'inverno perde le foglie, necessita di pieno sole e di un terreno ben drenato, può arrivare ad una altezza di 50 m

Tutte le piante sono in vaso 14 Ø e possono essere lasciate in vaso o piantate in terra

Densità di impianto 4/5 piante * m²

Confronta

Esaurito

Descrizione prodotto

Satureja montana L.

 

Sostanze attive e Proprietà della Santoreggia

Parti utilizzate: Sommità fiorite e foglie.

La santoreggia contiene oli essenziali (carvacrolo e cimolo) e molti enzimi. Ha una azione antisettica, antispasmodica, carminativa, espettorante, stimolante e stomachica.

 

Nutrizione Funzionale della Santoreggia

La pianta fresca può essere aggiunta ai cibi come tonico e stomachico in generale. Ha infatti la proprietà di rendere più digeribili le carni bianche, i legumi, le uova e le verdure. E’ utilizzata anche per aromatizzare i liquori ed ha un sapore simile al timo, ma molto più pungente.

I migliori risultati curativi di questa pianta si ottengono conservandola in mazzetti da sminuzzare sulle vivande.

 

Storia della Santoreggia

Conosciuta fin dall’antichità, la santoreggia era considerata per i suoi effetti stimolanti un afrodisiaco.

Lo testimonierebbe anche il nome latino di “Satureja” che secondo alcuni deriva da “satiro”. Nella mitologia i satiri, spiriti dei boschi dalle sembianze umano-caprine, rappresentavano infatti gli incontrollabili istinti umani perché partecipavano ai riti orgiastici di Bacco, il più godereccio Dio dell’Olimpo.

Già nell’antica Roma la santoreggia era spesso scelta come ingrediente per insaporire le vivande. I romani amavano a tal punto il sapore di questa pianta che la usavano in ogni piatto, ed in particolar modo con la carne e i legumi.

Nel Rinascimento venne definita “salsa dei poveri”, e nel XVII secolo era consigliata da alcuni medici, sotto forma di decotto nel vino, per curare le ulcere della bocca.

I popoli germanici non consumavano mai fagioli senza prima insaporirli con le sue foglie, tanto che essa venne denominata “erba dei fagioli”

Addirittura i Sassoni ne diffusero l’utilizzo nella Britannia dopo averla conquistata.

D’altra parte ancora oggi la santoreggia è molto diffusa in Inghilterra e non sarà un caso se in inglese il suo nome è savory, cioè “saporito”.

Informazioni aggiuntive

Famiglia

Lamiaceae

Genere

Satureja

Specie

montana

Sinonimo

Santoreggia invernale

Origine

Europa Meridionale e Area del Mediterranao

Clima

temperato

Esposizione

Esposizione

Epoca fioritura

Estate

Fiori

piccoli di colore rosato riuniti in fiorescenze all’ascella delle foglie

Foglie

Opposte, lanceolate, strette, piccole verde scuro

Portamento

pianta cespugliosa strisciante che raggiunge i 20 cm di altezza

Terreno

Ricco, ben drenato

Principio Attivo

Olio essenziale (carvacrolo e cimolo), enzimi

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